Palazzo Apostolico a Castel Gandolfo: il Nuovo Museo dei Papi

Palazzo Apostolico a Castel Gandolfo: il Nuovo Museo dei Papi

Come molti già sapranno, papa Francesco, al secolo Jeorge Mario Bergoglio, non è incline alla villeggiatura per cui il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, tradizionale luogo di riposo estivo dei pontefici, resterà privo del suo inquilino principale. Per questo il pontefice ha pensato ad un uso alternativo del palazzo che diventerà un museo visitabile da fedeli e turisti. Vero è che le Ville Pontificie di Castel Gandolfo hanno già dei ulteriori usi oltre a quello di residenza estiva papale (basti pensare alla possibilità delle visite guidate nei giardini o alla produzione agricola delle Fattorie Pontificie) ma a papa Francesco lo “spreco” non deve proprio andar giù, per cui ha espresso il desiderio che anche il Palazzo Pontificio diventi un luogo pubblico, dunque condiviso. Nel palazzo verrà creata una galleria di ritratti di pontefici dal 1500 ad oggi, tutti corredati da didascalie che ne raccontino vita ed opere. Già altri pontefici avevano preferito non recarsi alla residenza estiva per i più svariati motivi (dall’età avanzata alle guerre in corso) ma papa Francesco è il primo a decidere condividere anche gli spazi del Palazzo Pontificio, tranne ovviamente il suo appartamento, sempre pronto ad accoglierlo. In attesa di poter visitare il Palazzo Apostolico e di ammirare i ritratti dei pontefici, scopriamo qualcosa in più su questa antichissima residenza. Il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo Il Palazzo Apostolico, detto anche Palazzo Pontificio, fa parte delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Le ville pontificie sono un’area di 55 ettari di cui 25 sono costituiti da giardini e 30 sono destinati all’agricoltura e all’allevamento (le famose Fattorie Pontificie di cui abbiamo già parlato in questo articolo). Questa proprietà fu acquistata dalla Santa Sede alla fine del ‘500 e scelta...
Tipologie di Parquet: Massello, Multistrato e Laminato

Tipologie di Parquet: Massello, Multistrato e Laminato

Cosa c’è da sapere sul parquet Il parquet è oggi uno dei pavimenti più amati e utilizzati nelle abitazioni moderne spesso su richiesta dei proprietari di casa poiché, grazie alla proprietà del legno, è capace di regalare alla casa un’atmosfera piacevole, accogliente e calda.  Il mercato offre parquet differenti per colore, caratteristiche e qualità che può essere scelto in colori differenti per adattarsi al design di ogni stanza. In questo articolo parleremo delle tipologie di parquet (massello, multistrato e laminato) e delle essenze (tipi di legno) disponibili. Prima di descrivere le caratteristiche delle varie tipologie, ci teniamo a sottolineare che non bisogna confondere la “composizione” dei listelli con la loro posa. Ad esempio spesso si tende a distinguere tra parquet massello e parquet prefinito ma questa distinzione è impropria; come vedremo meglio in seguito, un parquet massello o monostrato (ossia tutto fatto di legno nobile) può essere tranquillamente prefinito (ossia pronto per la posa) anche se meno comune del multistrato prefinito (dunque un pavimentopronto per la posa fatto di legni nobili e non nobili). Le Tipologie di Parquet Le tipologie più utilizzate sono: parquet massello o monostrato, parquet multistrato e parquet laminato (che non è un vero parquet, come vedremo in seguito). Lo spessore e la grandezza dei listelli stessi sono due indicatori di qualità: più sono doppi e grandi i listelli maggiore è la qualità del legno. Vediamo insieme quali vantaggi e svantaggi presentano le varie tipologie. Parquet Monostrato o Massello  E’ il più pregiato, costituito interamente da legno nobile ed è presente in origine in forma grezza, va quindi levigato e lucidato. Il parquet massello può essere sia di tipo tradizionale che prefinito. Quello tradizionale non...
Andare a Vivere in Provincia di Roma

Andare a Vivere in Provincia di Roma

Secondo molti sondaggi, la maggior parte di coloro che vivono in una grande città come Roma ha pensato almeno una volta di trasferirsi in un centro più piccolo. Un articolo di ROMATODAY pubblicato nel luglio 2013 descrive come oltre il 40% dei cittadini di Roma desideri lasciarla, cifra che sale al 68% quando si interpella la fascia giovanile (18-29 anni). Analogamente, un articolo pubblicato da la Repubblica il 7 Settembre 2014 riporta che, secondo le ricerche del Censis, nel ventennio tra 1991 e il 2011 le grandi città si sono svuotate a favore delle provincie. Roma è l’unica a porsi in lieve controtendenza giacché ha visto un aumento della popolazione dell’1% ma è anche quella che guida la classifica della ripopolazione della provincia con un impressionante + 39,5%! La metropoli presenta infatti diversi svantaggi come: l’alto costo della vita, a fronte di retribuzioni non sempre proporzionate elevati prezzi al mq delle abitazioni e degli uffici, sia per l’acquisto che per l’affitto la presenza di soluzioni abitative quasi sempre sprovviste di giardino frequente inquinamento acustico inquinamento atmosferico la difficoltà di raggiungere mete anche poco distanti a causa del traffico o dei mezzi pubblici lenti e spesso inefficienti il traffico e la mancanza di parcheggi La crisi ha poi acuito questi problemi. In molte zone le strade e le aree verdi sono poco curate mentre la sicurezza ed i servizi sono diminuiti. Soprattutto le periferie lamentano un crescente degrado, anche di tipo paesaggistico. Gli effetti della crisi sono avvertiti anche nei piccoli centri ma in misura minore, anche grazie al costo della vita mediamente più basso. I problemi della grande città si ripercuotono spesso sulla qualità della vita. Secondo un recente sondaggio dell’Asp...
Caratteristiche di una Casa in Classe A

Caratteristiche di una Casa in Classe A

Che significa una “Casa in Classe A” Prima di descrivere le caratteristiche di una casa in Classe A (e i suoi vantaggi), ricordiamo che cosa significa. Le abitazioni vengono classificate in base al loro consumo energetico. Nello specifico si calcola quanto combustibile deve essere usato ogni anno per riscaldare 1 mq di abitazione. Le classi energetiche vanno dalla A, la migliore, alla G, la peggiore. Negli ultimi anni si è aggiunta anche la classe energetica A+ che contraddistingue le case in grado di consumare poca o nessuna energia, grazie a soluzioni come i pannelli solari (vengono anche dette “case passive”). Entrando nel dettaglio, una casa in classe G (purtroppo ancora la maggior parte delle abitazioni) consuma fino a 160 kilowatt all’anno per ciascun metro quadro (ossia fino a 16 litri di gasolio all’anno per mq), mentre per una casa in Classe A bastano solo 30 kilowatt o meno (massimo 3 litri di gasolio all’anno per mq).   Cosa deve avere una casa per poter essere in classe A? 1) In fase di costruzione, devono essere state sfruttate le caratteristiche del territorio per ottenere le migliori performance energetiche. Infatti negli ultimi anni la bioedilizia, una branca dell’edilizia, ha studiato delle soluzioni costruttive che permettono di avere una casa energeticamente più performante grazie ai soli elementi presenti in natura. In realtà la bioedilizia non ha inventato niente, visto che da migliaia di anni gli uomini hanno costruito case “approfittando” di caratteristiche del territorio. Ad esempio si orienta la pianta dell’edificio in modo che le stanze principali abbiano un’esposizione solare favorevole oppure si approfitta degli alberi per proteggere l’abitazione dal vento. Talvolta due appartamenti identici di...
Detrazioni Fiscali Casa 2015: una Guida Semplice

Detrazioni Fiscali Casa 2015: una Guida Semplice

In questo articolo spiegheremo cosa prevede la legge di stabilità approvata dal governo per il 2015 in materia di immobili. La legge di stabilità prevede una serie di importanti agevolazioni fiscali che riguardano gli immobili: 1) Per tutto il 2015 viene prorogata la detrazione dell’Irpef del 50% sulle ristrutturazioni edilizie e sui mobili e sui grandi elettrodomestici che arrederanno un immobile in ristrutturazione. Nel 2016 le detrazioni scenderanno al 36%. Cosa vuol dire? I contribuenti possono detrarre dall’Irpef le spese che hanno sostenuto per ristrutturare abitazioni che si trovano sul territorio dello Stato italiano. L’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche e viene trattenuta in busta paga oppure pagata tramite il bollettino F24. La detrazione viene riconosciuta presentando la dichiarazione dei redditi ed è spalmata su un periodo di 10 anni. Esempio: poniamo che una persona abbia speso 100mila euro per una ristrutturazione. Di questa somma può detrarne il 50% ossia 50mila €, che divisi in 10 anni fanno 5mila € all’anno. Poniamo che questa persona paghi 7mila euro all’anno di Irpef; grazie alla detrazione potrà pagarne solo 2mila €. Se invece la sua Irpef è di 4500€ non pagherà nulla ma non gli spetterà alcun rimborso per i 500€ di detrazione di cui non ha usufruito. Le spese non sono detraibili solo dal possessore dell’immobile ma anche dal locatario, ed è possibile detrarre anche le spese di progettazione e direzione dei lavori. I lavori detraibili comprendono anche quelli destinati a contenere l’inquinamento acustico e a eliminare le barriere architettoniche. Inoltre il bonus non riguarda solo la ristrutturazione ma anche l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (quali forno, frigorifero, congelatore, ventilatore etc.)...
Cosa Fare se i Vicini sono Rumorosi

Cosa Fare se i Vicini sono Rumorosi

Il rumore prodotto dai vicini è una delle cause più frequenti dei litigi fra condomini. Le lamentele più comuni riguardano radio e tv tenute ad alto volume oppure il rumore dei tacchi o dei bambini che giocano provenienti dall’appartamento al piano superiore. Frequenti sono anche il rumore di porte sbattute, strumenti musicali e urla durante i litigi (che se sono rari possono essere tollerati). Talvolta i vicini non sono consapevoli del rumore che provocano, per cui la prima cosa da fare in caso di rumori è quella di avvisare i loro autori che, se cortesi ed educati, faranno in modo di ridurre le emissioni. Durante la conversazione si potrebbero suggerire dei compromessi: ad esempio molti strumenti musicali possono essere suonati con le cuffie oppure si può chiedere di limitare i rumori ad alcuni orari. Il problema del rumore diventa increscioso e di difficile soluzione se i vicini colpevoli non hanno voglia di collaborare e per questo si deve ricorrere agli strumenti messi a disposizione dalla legge. Rumori prodotti durante gli orari di quiete Come molti sapranno, esistono degli orari in cui è vietato produrre emissioni rumorose, i cosiddetti orari di quiete. Gli orari di quiete variano a seconda del Comune (regolamento di Polizia Urbana) e del condominio. In genere essi vanno dalle 22 alle 7 del mattino, e poi dalle 14 alle 16. A Castel Gandolfo essi vanno, durante l’inverno, dalle 22 alle 6:30 e dalle 13 alle 15:30 e, durante l’estate, dalle dalle 22 alle 6:30 e dalle 13:30 alle 16:30. Se i vicini fanno rumori molesti durante questi orari in primo luogo rivolgetevi all’amministratore di condominio, altrimenti chiamate la Polizia Urbana o i Carabinieri...